I dubbi dei nostri clienti

RESIDENZIALE

Il tempo di recupero dell’investimento nell’energia fotovoltaica dipende da diversi fattori. I principali punti da considerare includono il costo per kW dell’impianto, la producibilità media del sito di installazione, la percentuale di autoconsumo dell’energia prodotta e il costo del kWh elettrico pagato in bolletta.
Il dimensionamento e la configurazione dell’impianto sono affidati a personale tecnico altamente qualificato per evitare di compromettere l’intero investimento. Un impianto sottodimensionato potrebbe prolungare i tempi di recupero o addirittura impedire di raggiungerli completamente.

L’installazione di un impianto fotovoltaico è conveniente per diversi motivi. La produzione di energia elettrica generata dall’impianto consente di ottenere un significativo risparmio sulla bolletta energetica, contribuendo anche al beneficio dell’ambiente. Inoltre, grazie alla detrazione fiscale del 50% e considerando anche gli aumenti dei costi dell’energia, il costo d’acquisto dell’impianto potrà essere ammortizzato nel giro di pochi anni.

AGS offre un servizio completo che inizia con il preventivo e prosegue con la fase di installazione. Durante l’installazione, viene prestata meticolosa attenzione alla sicurezza delle risorse che lavorano sul campo. Il servizio si conclude con la consegna “chiavi in mano” dell’impianto. Inoltre, nell’offerta sono compresi servizi di tutela e garanzie “all-risk” senza costi aggiuntivi.”

Lo Studio di Fattibilità Gratuito è un documento che include le seguenti informazioni: il dimensionamento corretto dell’impianto in base alle esigenze del cliente e alla superficie disponibile; un’analisi della producibilità elettrica annua considerando l’orientamento e l’inclinazione dei moduli; un’analisi della parte elettrica dell’impianto con indicazione del numero e del tipo di componenti utilizzati, con particolare riferimento ai pannelli e agli inverter; un layout del tetto che mostra come appariranno i moduli una volta installati.”

Il servizio di manutenzione programmata ha lo scopo di determinare lo stato di efficienza dell’impianto fotovoltaico. I tecnici andranno a rilevare eventuali guasti, manomissioni e/o danni a componenti o parti e ad indicare gli eventuali interventi necessari a ottenere e/o ripristinare la produttività ottimale del sistema. Contestualmente ai controlli viene effettuata la pulizia dei moduli e degli inverter per preservarne nel tempo la resa.
L’attività si svolge in un unico intervento con cadenza annuale.

INDUSTRIALE

Il noleggio operativo conviene a chi vuole produrre e auto consumare energia pulita risparmiando sulla bolletta senza effettuare investimenti iniziali. Con il noleggio operativo potrai goderti tutti questi vantaggi per 10 o 15 anni senza pensieri: costi di assicurazione e di manutenzione inclusi nel canone mensile e garanzia sulle performance dell’impianto fotovoltaico offerta da AGS e inizi a risparmiare sulla bolletta elettrica dal primo giorno!

Lo Studio di Fattibilità Gratuito per le aziende viene redatto successivamente a un sopralluogo tecnico/commerciale senza impegno. Questo documento riporta il dimensionamento corretto dell’impianto in base alle esigenze dell’azienda e alla superficie disponibile. Include un’analisi della producibilità elettrica annua, considerando l’orientamento e l’inclinazione dei moduli, e un’analisi della parte elettrica dell’impianto con indicazione del numero e del tipo di componenti utilizzati, con particolare riferimento ai pannelli e agli inverter. Inoltre, forniamo un progetto preliminare completo di schema elettrico e layout del tetto, mostrando come appariranno i moduli una volta installati.

Per le aziende, AGS progetta e realizza impianti con la massima resa e durata. Analizzando dettagliatamente le abitudini di consumo e valutando attentamente i requisiti soggettivi di ciascuna realtà, proponiamo il modello di investimento più adatto e vantaggioso per ogni singola esigenza. Con il supporto dei nostri professionisti, potrete scegliere la formula più adatta tra l’investimento diretto e la formula del noleggio operativo.

COMUNITÀ ENERGETICHE

Una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è un gruppo di persone, imprese, enti pubblici o associazioni che si uniscono per produrre, consumare e condividere energia rinnovabile, in particolare da fonti come il fotovoltaico. L’obiettivo è ridurre i costi energetici, abbattere le emissioni inquinanti e rendere le comunità più indipendenti dal punto di vista energetico, grazie a un modello di autoconsumo collettivo.

L’energia condivisa non viene fisicamente trasferita tra i membri, ma viene contabilizzata in modo virtuale dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che calcola ogni ora quanta energia è stata prodotta e consumata all’interno della comunità. Sulla base di questi dati, vengono riconosciuti incentivi economici per l’energia autoconsumata virtualmente. Le CER rappresentano oggi uno degli strumenti più efficaci per promuovere la transizione ecologica, la sostenibilità ambientale e la partecipazione attiva dei cittadini nel settore energetico.

Per costituire una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è necessario riunire un gruppo di soggetti, come cittadini, imprese, enti pubblici o associazioni, disposti a collaborare per produrre e condividere energia da fonti rinnovabili, ad esempio tramite impianti fotovoltaici.

I membri devono trovarsi all’interno della stessa area elettrica (cabina primaria) e la comunità va formalmente istituita come soggetto giuridico autonomo, ad esempio un’associazione o una cooperativa, dotata di statuto e atto costitutivo. Una volta costituita, la CER deve registrarsi sul portale del GSE per poter accedere agli incentivi previsti e iniziare l’attività di condivisione dell’energia.

Una Comunità Energetica Rinnovabile è aperta a una vasta gamma di soggetti, sia pubblici che privati. Possono farne parte:

  • Produttori: chi installa e gestisce un impianto da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, contribuendo attivamente alla produzione di energia condivisa.
  • Consumatori: chi non possiede un impianto ma partecipa alla CER consumando l’energia rinnovabile messa a disposizione dagli altri membri.
  • Autoconsumatori: chi produce energia per il proprio fabbisogno e condivide l’eventuale surplus con la comunità.

Possono aderire alla comunità anche famiglie, piccole e medie imprese, enti locali, cooperative, associazioni, organizzazioni del terzo settore e utenti vulnerabili, come soggetti economicamente svantaggiati o in condizioni di fragilità energetica.

All’interno di una CER possono essere inclusi tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, come ad esempio:

  • Fotovoltaici
  • Eolici
  • Idroelettrici
  • Impianti a biogas o biomasse

Per poter accedere agli incentivi dedicati alle comunità energetiche, gli impianti devono rispettare due condizioni fondamentali:

  • Potenza nominale non superiore a 1 MW
  • Non beneficiare di altri incentivi pubblici sulla produzione di energia elettrica

Sia impianti di nuova costruzione che già esistenti (se attivati dopo il 16 dicembre 2021) possono essere ammessi, purché conformi ai requisiti previsti.

Per far parte della stessa Comunità Energetica Rinnovabile, tutti i membri devono avere il proprio punto di connessione alla rete elettrica (POD) collegato alla stessa cabina primaria. Questo requisito geografico è fondamentale perché consente:

  • La condivisione virtuale dell’energia tra i partecipanti;
  • L’accesso agli incentivi economici riconosciuti dal GSE.

Il POD (Point of Delivery) è il codice identificativo univoco dell’utenza elettrica, indicato nella bolletta. Verificare che tutti i membri siano collegati alla stessa cabina primaria tramite i propri POD è un passaggio essenziale nella fase di costituzione della CER.

Chi aderisce a una Comunità Energetica Rinnovabile può accedere a diversi vantaggi economici, legati all’energia condivisa all’interno della comunità. In particolare, sono previsti:

  • Una tariffa incentivante, riconosciuta dal GSE, sull’energia rinnovabile prodotta e autoconsumata virtualmente dai membri della CER. L’incentivo è valido per 20 anni a partire dalla data di attivazione dell’impianto
  • Un corrispettivo economico aggiuntivo, definito dall’ARERA, per valorizzare l’energia condivisa.
  • La possibilità di vendere sul mercato l’energia non autoconsumata, ottenendo un ricavo aggiuntivo.
  • Un contributo a fondo perduto fino al 40% dell’investimento, previsto dal PNRR per CER con impianti situati in comuni con meno di 50.000 abitanti.

Questi strumenti rendono le CER non solo una scelta sostenibile, ma anche una concreta opportunità di risparmio e valorizzazione dell’energia prodotta localmente.

La tariffa incentivante è il principale beneficio economico previsto per le Comunità Energetiche Rinnovabili e viene riconosciuta dal GSE sull’energia rinnovabile condivisa all’interno della comunità.

È composta da due elementi:

  • Una quota fissa, che varia in funzione della potenza dell’impianto (più è grande, più bassa sarà la quota);
  • Una quota variabile, legata all’andamento del prezzo di mercato dell’energia: maggiore è l’instabilità del mercato, maggiore sarà l’incentivo.

Inoltre, per compensare le differenze di irradiazione solare tra le diverse aree geografiche, sono previste maggiorazioni specifiche:

  • +4 €/MWh, per le regioni del centro Italia (Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo);
  • +10 €/MWh per le regioni del nord Italia (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto).

La tariffa è garantita per 20 anni a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, e si applica solo all’energia effettivamente autoconsumata in forma condivisa all’interno della CER.

Sì, in alcuni casi è possibile cumulare la tariffa incentivante prevista per le Comunità Energetiche con altri contributi pubblici, ma ci sono dei limiti da rispettare.

In particolare:

  • La tariffa incentivante è compatibile con contributi in conto capitale, come il PNRR o bandi regionali, fino a un massimo del 40% del costo dell’investimento. In questo caso, la tariffa sarà ridotta del 50%.
  • È anche possibile abbinare la tariffa incentivante alla detrazione fiscale del 50% per ristrutturazioni edilizie. Tuttavia, in questo caso non è ammesso cumulare anche un contributo a fondo perduto.

Non è invece compatibile con altri regimi di incentivazione diretti sulla produzione di energia.

L’energia autoconsumata virtualmente è la quantità di energia rinnovabile che, all’interno di una CER, viene prodotta e consumata contemporaneamente dai membri della comunità.

Anche se l’energia fisicamente transita attraverso la rete nazionale, il GSE calcola ogni ora quanta energia è stata immessa dagli impianti e quanta ne è stata prelevata dai consumatori della CER.
L’energia condivisa è quindi considerata “virtuale” perché non scorre direttamente da un membro all’altro, ma viene misurata come bilancio tra produzione e consumo.
È su questa energia che si basano gli incentivi economici riconosciuti alla comunità.

Per richiedere gli incentivi previsti per le Comunità Energetiche Rinnovabili, è necessario accedere all’Area Clienti del GSE attraverso il portale ufficiale

Dopo la registrazione, sarà possibile gestire online tutte le pratiche relative a:

  • la tariffa incentivante per l’energia autoconsumata virtualmente;
  • il corrispettivo ARERA, calcolato sulla base dell’energia condivisa;
  • il contributo a fondo perduto PNRR, se applicabile al progetto.

Il portale guida passo dopo passo i referenti della CER nella presentazione della documentazione e nel monitoraggio delle richieste.

Per partecipare a una Comunità Energetica Rinnovabile, è necessario che tutti i membri siano collegati alla stessa cabina primaria della rete elettrica. Il GSE mette a disposizione un’apposita mappa interattiva, accessibile online, che permette di:

  • Inserire il proprio indirizzo o CAP;
  • Verificare il codice della cabina primaria di riferimento;
  • Confrontare i POD degli utenti per confermare l’appartenenza alla stessa area elettrica.
 

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